giovedì 14 aprile 2011

WEEKLY INSPIRATION #11



Patologie dell'uomo moderno e della sua vita inattiva
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Eccellente campagna pubblicitaria per il marchio di MBike moto che si schiera contro la vita passiva dell'uomo moderno, condannato a lavorare in un ufficio, seduto costantemente su una sedia e costretto a guardare uno schermo per giornate intere.

martedì 12 aprile 2011

Siamo Ovunque


The people you are after are the people you depend on. We cook your meals, we haul your trash, we connect your calls, we drive your ambulances, we guard you while you sleep. Do not fuck with us.
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Quelli a cui dai la caccia sono le persone da cui dipendi, noi cuciniamo i tuoi pasti, togliamo la tua immondizia, colleghiamo le tue telefonate, guidiamo le tue ambulanze, ti sorvegliamo mentre stai dormendo. Non fare lo stronzo con noi!

Social Distortion - Machine Gun Blues trailer

Questo è un trailer con i contro cazzi.

giovedì 7 aprile 2011

WEEKLY INSPIRATION #10



ORTICANOODLESS è il lavoro di Alita and Wally, un duo di artisti italiani che realizzano una serie di stencil ispirati alla pop-art.

A livello tecnico l’uso dello stencil permette un ampio margine di movimento e una precisione a volte maniacale che fa pensare alla stampa. Lo stencil che “si separa” dai muri delle città si evolve e si apre ad ulteriori contaminazioni.
Quello che prima era un segno costretto nel tempo dell’esecuzione, ma libero di estendersi nell’ambiente potenzialmente illimitato della città, adesso diventa riflessione sulla superficie finita di una tela. D’altronde lo stencil in una città si propone allo sguardo per periodi di tempo più o meno brevi e soprattutto con una diversa frequenza. Forse come molta street art è più legato all’effimero, ma dall’altra parte è anche vero che di uno stencil rimane sempre la matrice.

martedì 29 marzo 2011

WEEKLY INSPIRATION #9




Nuovo lavoro per Scott Campbell, artista newyorkese nato originariamente come tatto-artist.
Il suo è un immaginario di teschi, cuori sacri, rose, donne, madonne, scritte ridondanti e serpenti, che permea tutta la sua produzione.
Gli utimi lavori che vi mostriamo sono precisissimi interventi di cutter su pile di banconote americane, con il risultato di sculture tridimensionali a forma di teschio umano.


DOLLARS LIKE DEATH

domenica 27 marzo 2011

150 anni di cosa?

Oggi finisce la settimana di festeggiamenti per i 150 anni dell'unità italiana.

L'attualità di Gaber è sconcertante.


Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

sabato 26 marzo 2011

Supportare il Tacheles

Che quello che muova il mondo siano i soldi si sa. Che però i soldi debbano fottere anche le situazioni che funzionano mi ha un po' rotto i coglioni.

Con un pò di ritardo vengo a sapere che uno degli squat piu grandi d'Europa, se non il piu grande, il Tacheles di Berlino, non se la passa molto bene. Ventanni di storia internazionale rischiano di essere buttati nel cesso per la solita cara questione economica.


Se volete dare il vostro supporto, c'è un'iniziativa di Peter Harnov che è alla portata di tutti. La trovate all'indirizzo isupporttacheles.blogspot.com e per farne parte vi basta mandargli una vostra foto con la i-support-tacheles-card in mano.

Due info in piu sul Tacheles:

Il centro commerciale Friedrichstraßepassage, conosciuto come “la cattedrale del consumo”, fu costruito tra il 1907 e il 1909. Era il secondo centro commerciale di Berlino è una delle prime costruzioni in cemento armato. La facciata contiene elementi di stile gotico e neoclassico. In mezzo al passaggio si può ammirare una delle piú grandi cupole in cemento armato di Europa. Tanto la tecnica quanto il disegno architettonico dell’edificio sono espressioni dell’inizio dell’era moderna.
Nel 1928 la compagnia di strumenti elettronici AEG entrò in possesso dell’edificio elo utilizzò come “Casa della Tecnologia” per esposizioni e presentazioni commerciali, ma anche cinematografiche. Nel 1936 vi furono trasmessi televisivamente i giochi olimpici, per la prima volta al mondo. Dopo il 1933 i vari spazi dell’edificio cominciarono ad essere utilizzati da varie organizzazioni connesse al nazismo. L’unione dei lavoratori tedeschi DAF, controllata dai nazisti, prese in gestione l’edificio nel 1941, per stabilirvi una sede SS. Nel 1943 dei prigionieri francesi furonorinchiusi provvisoriamente nell’attico.

Con la fondazione della GDR nel 1949 l’edificio fu trasferito in proprietà della trade union FDGB, facente parte della Germania dell’Est. In seguito alla Separazione della Germania e di Berlino, la costruzione rimase vuota salvo che per usi a breve termine, come per l’armata NVA o per la Scuola circense, e comincio ad andare in rovina.Nonostante che il Friedrichpassage fosse stato distrutto soltanto parzialmente durante la Seconda Guerra Mondiale, due ispezioni ufficiali, l’una del 1969, l’altra del 1977, ne raccomandarono la demolizione. All’inizio degli anni Ottanta alcune parti del complesso furono effettivamente demolite. Grazie a un sotterraneo di due piani, costruito come sostegno nel 1923-24, l’ala ancora oggi esistente sopravvisse.

Dopo la caduta del muro nel 1989 a Berlino Est sorse un movimento “squatter”. In particolare nei quartieri centrali Mitte, Prenzlauer Berg e Friedrichshain tale subcultura occupò il vuoto creato dalla scomparsa della GDR. La demolizione finale dell’edificio, prevista per aprile1990, fu evitata grazie all’occupazione promossa dal Gruppo di artisti Tacheles. Grazie al sostegno delle pubbliche istituzioni la sopravvivenza dell’edificio fu poi ulteriormente garantita, e, dopo un’ulteriore ispezione, l’edificio fu considerato parte del Patrimonio monumentale nazionale.

Nel 1998 la compagnia di investimenti FUNDUS ha comprato l’edificio sotto la condizione che il Tacheles potesse continuare ad esistere quale luogo storico e culturale. Fu stabilito di conseguenza un affitto simbolico di un marco tedesco al mese. Nel 2000-02 la costruzione fu restaurata, seguendo una procedura architettonica che ha posto in contrasto lo stile decadente delle rovine con elementi contemporanei e tecnologici.

La Art House Tacheles è ancora oggi un luogo di incontro internazionale, vòlto alla promozione e allo scambio di nuove concezioni artistiche e culturali. Oltre al teatro, al cinema e ai bar, uno degli elementi di base dell’attività del Tacheles è la messa a disposizione di numerosi spazi nella forma di ateliers per giovani artisti provenienti da tutto il mondo.